STORIA DELLA FAMIGLIA RUGGIERO. DAI PRIMI DEL 900 INSIEME AL POMODORO SAN MARZANO DOP

danicoopStoria di Pasquale Ruggiero Una grande Industria, una grande Famiglia, un Grande Paese. Mediatori per conto dei contadini, noi famiglia Ruggiero vicino da sempre agli interessi dell'agricoltura. Mio Padre era il mediatore iscritto alla Camera di Commercio di Salerno il N° 1158. Ho raccontato in questi giorni tante cose, una delle più importante nessuno ne ha parlato: la grande economia che si è costruita negli 60 e 70, quando l'agricoltura era fiorente a Sarno. I due prodotti dove si basava l'agricoltura pomodori e cetriolini da industria.Se consideriamo che nella sola campagna delle Terre Lavorate nell'anno 1964 conferimmo come ditta F.lli Ruggiero alla Cirio 33.000 ql di pomodoro San Marzano. Il prezzo medio stagionale era di circa 40 lire al Kg. 3.300,000x40=132.000.000 milioni di vecchio conio Lire,pagamento netto all'agricoltore. Se consideriamo che un litro di benzina costava attorno la cento lire, ed una sacchetta di cemento L 500 e che un appartamento a Nocera Inferiore costava a partire da 3 milioni a ad un massimo 7,500 milioni e cinquecentomila. dipendeva dai vani. In un moggio di terra coltivato a pomodoro san Marzano si produceva circa 250 a 300 quintali che moltiplicato per 4.000 lire al quintale era una somma che tolto le spese per quei tempi era una bella entrata per una famiglia di contadini, attenzione ho parlato di famiglia. La famiglia Rurale. In questa antica masseria appartenuta alla famiglia Crescenzi Santolo, fu selezionato il pomodoro San Marzano. Mio padre, classe 1910, fratello maggiore della numerosa famiglia Ruggiero, aveva vissuto la vicenda di quando Santolo Crescenzi per puro caso selezionò questo seme che dava un pomodoro di forma allungata assomigliante ad una lampadina, che tanto piacque alla Cirio su indicazione di Nonno Michele che lo incominciò a trasformare, presentava delle caratteristiche uniche, era molto resistente alla lavorazione di pelatura e non si frantumava, oltre al sapore che lo contraddistingueva da altre varietà. Santolo Crescenzi contadino e proprietario terriero si rese disponibile ad effettuare rudimentali campi sperimentali per la selezione di questo seme che l'industria Cirio con lo stabilimento di Pagani aveva già immesso sul mercato. Da una esigua produzione degli anni 30 si arrivò a conferire negli 60 oltre 150 mila quintali di oro rosso in tutti gli stabilimenti Cirio. Ogni fabbrica lavorava il prodotto per provenienza perchè ogni zona cambiava il sapore e le caratteristiche. Per esempio la produzione delle Terre Lavorate veniva trasformato a parte perchè aveva delle caratteristiche dal sapore unico, molto richiesto negli U.S.A. Nell'anno 1963 nella solo Terre Lavorate fu conferito alla CIRIO dai F.lli Ruggiero circa 35 mila quintali di San Marzano senza considerare le altre zone, in quanto il conferimento alla CIRIO avveniva per zone così decise: Zona Terre Lavorate- San Valentino; Sarno- Striano; Nocera Inferiore-Pagani- Angri.erano gli anni d'oro dell'economia locale, grazie a questa grande industria che nel giro di pochissimi anni si riuscì ad elevare ed a spalmare per tutti la ricchezza proveniente da questa produzione che aggiunta a quella dei cetrioli ,permise ai contadini a farsi una casa ed usufruire della ricchezza prodotta. La masseria Crescenzi. La famiglia Crescenzi detta "I Surdi" proveniente dalle terre Lavorate e proprietari di alcuni moggi di terreno aveva fissato la sua dimora in aperta campagna nella Contrada di S.anna Fiano Nocera Inferiore.. Tutti erano occupati alla lavorazione della terra. Molto competenti i figli Andrea ed Aniello che avevano proseguito l'attività agricola. Aniello Crescenzi professore all'Università della Basilicata, figlio di Andrea, titolare di cattedra di Fitopatologia, ha voluto con i suoi studi rinsaldare il rapporto con l'agricoltura e nobilitare quell'attività che la sua famiglia di esperti agricoltori è stata sempre ai primi posti per produzione e per capacità di evolversi. 

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